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Ufficialmente sono un'impiegata commerciale e tento di vendere qualcosa all'estero in un orario part-time che di part-time ha solo il nome. Nell'altra parte del "time", quella immaginaria, sono una casalinga disperata. Vivo da sei anni nella Gcasa con un megalomane egocentrico spesso in preda a deliri di onnipotenza che qui chiamo amorevolemente Ego e recentemente pare sia diventato mio marito, una Ggatta convinta di essere la padrona di casa e un Ggatto suo sottoposto. Sono sociofobica, germofobica e un altro paio di cose che finiscono con "obica". Sono silenziosa, amo le parole ma uso scriverle piuttosto che buttarle al vento. Dico sempre esattamente quello che penso ma solo se interpellata - quando apro bocca o ho fame o sono incazzata. Maniaca dell'ordine, del pulito e in generale della perfezione ma non a casa mia. Sono una tormentata, per motivi non ancora chiari, ma non ho tempo per disperarmene perchè ho da correre alla ricerca della perfezione di cui sopra. Per i pregi purtroppo non c'è più spazio. Ballerina mancata, nella prossima vita vorrei fare l'ereditiera depressa, scrittrice nel tempo libero. Sogni nel cassetto: pubblicare un libro e girare il mondo.

mercoledì 15 maggio 2013

Ieri il mio capo ha avuto un infarto.

tutti quelli a cui l'ho detto, dopo brevi istanti di silenzio, mi han risposto "ma è vivo?". cristo. se fosse morto avrei detto che ieri il mio capo è morto. E giù di lauree ad honorem in medicina nel Tugurius, perchè il fratello dello zio del mio vicino di casa ha avuto la stessa cosa e gli faranno questo, ed è successo quello, e sarà l'altro. ieri eravamo tutti dottori e ho sentito una valanga di stronzate da ridere a crepapelle, di un argomento sul quale purtroppo so qualcosina... la migliore della Managerdistacippadim... "per 48ore all'ospedale non ti fanno nulla". ma certo, anche se arrivi con un arresto cardiaco, respiratorio, con mezza gamba a penzoloni o con una trave che ti trapassa la fronte. per 48 ore loro non ti toccano. 
Ha avuto uno di quegli infarti che hai mal di stomaco, ti senti stanco e vuoi andare a dormire ma la gente intorno ti stressa e alla fine tua moglie chiama l'ambulanza, ti caricano su una barella dura come il marmo, ti fanno aspettare in un corridoio freddo e tu pensi che due maroni voglio andare a casa, non ho digerito lasciatemi in pace, ti fanno l'elettrocardiogramma e finalmente tu pensi che andrai a casa e invece arriva un tizio in camice verde che ti dice hai fatto un infarto e tu rimani con quell'espressione lì da wtf e dici al resto del tuo corpo che fai un infarto e non mi avverti? come è successo a mio padre, come è successo a un scco di gente. Ora è in terapia intensiva, me lo immagino incazzato nero in camice di poliestere, vicino vicino ad altri umani che chissà perchè sono lì e puzzano e lo infastidiscono. lui che fortunatamente di ospedali ne ha visti pochi ed erano suite residenziali con suore in camice che sono cameriere, perchè con i soldi si fa tutto, dice sempre lui. Gli è andata bene, tonerà qui e berrà meno caffè. Madame gli scasserà le palle perchè lavori meno, rallenti il ritmo, faccia più con calma e lui la manderà a stendere.
La vignetta fantozziana vuole che qui ieri ci fosse una festa ma nel Tugurius nulla è normale. perchè alla fine il nostro è un capo buono, un capo padre, un capo se avesse 30 anni in meno. e lo spavento è stato palpabile, anche perchè ognuno di noi sa esattamente che senza di lui la barca non ha alcuna speranza di rimanere a galla. Mi sono tremate le gambe, ma neanche più di tanto. perchè per me lui è quell'omone grosso, più vecchio di mio padre e più giovane di me, che puo ancora andare a ballare dormire due ore e essere alle nove in ufficio più in forma che mai. perchè a quell'omone lì, straordinariamente affascinante anche con la camicia sporca di grassi dei macchinari, mai stanco per un aperitivo dopo che è andato e tornato in giornata con due scali da Madrid, non gli puo mica succedere niente. poi l'omino del cervello ha iniziato a lavorare di fantasia, a tornare indietro di qualche mese e vedere esattamente tutta la prassi... il livello degli enzimi, l'odore dei camici verdi con cui ti devi bardare per entrare in terapia intensiva, i mille bip di tutti i macchinari, le espressione perse di ogni letto che ti sembra di vederli lì appoggiati quei cuori malati al posto delle persone in carne ed ossa. sono stata risucchiata da un mare di inquietudine e paura. perchè alla fine lui è il mio secondo padre, il mio secondo parere che anche quando non chiedo arriva, il mio secondo buongiorno del mattino. è quello che identifico come figura che ci sarà anche quando non ci sarà pià la mia e che certo non è mica la stessa cosa, ma meglio di niente. invece non è così scontato, non è una certezza, la vita è imprevedibile, lui potrebbe non esserci più prima, adesso, potrebbe non esserci più da ieri. Quest'uomo di cui io sono un po' innamorata, un po', in quell'angolo di cuore in cui ci butti dentro di tutto e lo spazio sembra infinito. quest'uomo che se avesse dieci anni in meno lui e dieci in più io, ci avrei letteralmente perso la testa. e ieri finalmente l'ho capito, come uno scappellotti dietro al collo quando meno te lo aspetti. perchè mi fa ridere, sa sempre cosa dire e cosa fare, è la forza fatta a persona e quando ce l'ho di fianco tutto il resto mi sembra piccolo piccolo e facile. perchè io ho bisogno di persone forti a fianco, perchè la forza l'ho sempre cercata e non trovata in quell'omino piccolo e debole che ne aveva sempra una, e pazienza se spesso quel forte arriva a sfiorare il cattivo, lo stronzo, l'arrogante, io non posso farne a meno. sono cresciuta ossessionata dall'ansia di dover essere buona a tutti a costi, a costo di farmi passare sopra, perchè non si litiga, si è amici di tutti, e non si dicono queste cose Micol. vedendo intorno a me solo cattiveria di persone che sembravano così felici, ma non era forza la loro, tutt'altro, per me lo era, e appena ho potuto ho iniziato a cercarla e a innomorarmi puntualmente ogni volta che la trovavo.

buongiorno, cara psicologa K., adesso a suon di settanta euro l'ora, tu mi risolvi questa cosa.

1 commento:

  1. Stica! Un classico quello che son tutti medici, vuoi che qualcuno non abbia un cugino di secondo grado del vicino cui è venuto un infarto una volta?:D interessante la riflessione sulle persone da cui ti senti attratta ;)

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